Chirurgia Ricostruttiva

Medicina Estetica

Chirurgia Estetica

Ginecomastia

Per ginecomastia si intende un eccessivo sviluppo di tessuto ghiandolare (ginecomastia vera), adiposo (pseudo ginecomastia), o di entrambi (ginecomastia mista) nei soggetti di sesso maschile. L’aspetto decisamente femminile che la regione mammaria può assumere è causa di notevoli disagi anche a torace coperto e soprattutto se la condizione è presente in modo asimmetrico. Anche se nella maggior parte dei casi la ginecomastia è di natura idiopatica, l’ipertrofia mammaria può essere causata anche da farmaci come steroidi, farmaci antidepressivi, marijana, ecc., da squilibri ormonali che determinano un aumento di estrogeni, da malattie sistemiche o neoplastiche come tumori al testicolo.

Preparazione all’intervento

Prima dell’intervento è necessario eseguire degli esami pre-operatori tra cui esami ematochimici che possono includere anche controlli ormonali. E’ necessario inoltre eseguire un’ecografia della regione mammaria che ha lo scopo di indicare la natura della deformità (tessuto ghiandolare o adiposo) e di escludere la presenza di eventuali neoformazioni.
Il giorno prima dell’intervento è necessario eseguire la depilazione delle ascelle e della regione toracica ed effettuare un bagno di pulizia completo. Inoltre deve essere osservato un digiuno di 8 ore da cibi solidi e bevande se l’intervento verrà svolto in anestesia generale e di 4 ore se viene svolto in anestesia locale con o senza sedazione.

Anestesia

A seconda delle dimensioni delle mammelle da correggere e delle preferenze del paziente l’intervento può essere svolto in anestesia locale, in anestesia locale e sedazione, in anestesia generale.

Intervento

La degenza e la durata dell’intervento dipendono dal tipo di procedura chirurgica eseguita.
Quando il difetto è causato da un eccesso di tessuto adiposo (pseudoginecomastia), la correzione avviene mediante l’intervento di lipoaspirazione, cioè diretta aspirazione del grasso attraverso una piccola cannula che viene introdotta nel sottocute.
Nella ginecomastia vera e mista, essendoci un eccessivo sviluppo della ghiandola, che non può essere aspirata, si deve intervenire chirurgicamente, mediante l’intervento di adenomammectomia subtotale, cioè l’asportazione di tessuto ghiandolare in eccesso avendo cura di mantenere uno spessore sufficiente a livello areolare. Nelle ginecomastie di lieve-moderata entità l’incisione può essere limitata all’emicirconferenza inferiore, mentre nelle ginecomastie di grado marcato l’incisione può essere estesa a tutta l’areola in modo da ridurre le dimensioni di areole troppo grandi, con la possibilità di asportare anche un anello di cute. In rari casi, quando bisogna asportare una grande quantità di cute in eccesso, è necessario eseguire incisioni più grandi e quindi le cicatrici possono essere estese sia dall’areola al solco sottomammario, sia trasversalmente a livello del solco sottomammario. Nei casi di asportazioni ghiandolari importanti, può essere posizionato un drenaggio che fuoriesce dalla pelle del cavo ascellare.

Post-operatorio

Nel postoperatorio è normale avvertire dolore in regione toracica nei primi giorni controllabile con i normali analgesici, come è normale un rialzo termico e un’alterazione della sensibilità del capezzolo e della cute mammaria.

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